Il Regime Fiscale Agevolato con Imposta Sostitutiva al 7%

Roma, 26 maggioo 2026

Circolare informativa 12/2026
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Il Regime Fiscale agevolato con Imposta Sostitutiva al 7% 

Negli ultimi anni l’Italia ha introdotto importanti misure fiscali pensate per attrarre cittadini residenti all’estero interessati a trasferirsi stabilmente nel nostro Paese.

Tra queste, una delle più interessanti riguarda i pensionati esteri, ai quali è riservato un regime fiscale particolarmente favorevole: la cosiddetta “Flat Tax al 7%”.

Si tratta di un’agevolazione che consente, al ricorrere di determinati requisiti, di tassare con un’aliquota fissa del 7% tutti i redditi prodotti all’estero, beneficiando inoltre di significative semplificazioni dichiarative e patrimoniali.

L’obiettivo della norma è favorire il trasferimento della residenza fiscale in alcune aree del Sud Italia e nei Comuni colpiti da eventi sismici, incentivando così nuovi investimenti e il ripopolamento del territorio.

  • In cosa consiste l’agevolazione

Il regime previsto dall’art. 24-ter del TUIR permette ai pensionati provenienti dall’estero di sostituire la normale tassazione IRPEF italiana con una tassazione fissa pari al 7% sui redditi esteri.

Il vantaggio non riguarda esclusivamente la pensione percepita dall’estero. L’imposta sostitutiva si applica infatti anche ad altri redditi di fonte estera, come interessi bancari, dividendi, canoni di locazione relativi a immobili situati fuori dall’Italia, plusvalenze e altri redditi finanziari.

I redditi prodotti in Italia, invece, continuano ad essere tassati secondo le regole ordinarie previste dal sistema fiscale italiano.

  • Chi può accedere al regime

L’agevolazione è riservata alle persone fisiche titolari di pensione estera che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

Per poter beneficiare del regime è necessario, innanzitutto, non essere stati fiscalmente residenti in Italia per almeno cinque periodi d’imposta precedenti al trasferimento. È inoltre richiesto che il trasferimento avvenga da uno Stato con il quale l’Italia intrattiene rapporti di cooperazione amministrativa in materia fiscale, cioè Paesi che consentono lo scambio di informazioni con l’Amministrazione finanziaria italiana.

Possono accedere al beneficio sia cittadini stranieri sia cittadini italiani residenti stabilmente all’estero.

È importante precisare che la presenza di una pensione italiana, come ad esempio una pensione INPS, non esclude automaticamente l’accesso all’agevolazione, purché il contribuente percepisca anche una pensione di fonte estera idonea ai requisiti richiesti dalla normativa.

  • Dove è necessario trasferire la residenza

Uno degli aspetti centrali della disciplina riguarda il Comune italiano in cui viene trasferita la residenza fiscale.

La normativa prevede infatti che il contribuente si trasferisca in uno dei Comuni situati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, purché con popolazione non superiore a 30.000 abitanti.

Dal 7 aprile 2026 il limite demografico è stato infatti elevato da 20.000 a 30.000 abitanti, ampliando in modo significativo il numero delle località che consentono l’accesso al beneficio. Questa modifica ha reso il regime particolarmente interessante anche per chi desidera vivere in centri più grandi, meglio collegati e dotati di maggiori servizi.

Rientrano inoltre nell’agevolazione alcuni Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2009 e del 2016, secondo gli elenchi previsti dalla normativa speciale.

  • Quanto dura il beneficio fiscale

L’agevolazione può essere applicata per un periodo massimo di dieci anni.

In concreto, il regime decorre dall’anno in cui il contribuente acquisisce la residenza fiscale italiana e continua per i nove periodi d’imposta successivi.

Si tratta quindi di uno strumento di pianificazione fiscale di lungo periodo, particolarmente interessante per chi intende trasferirsi stabilmente in Italia.

  • I vantaggi più rilevanti

Oltre all’applicazione dell’aliquota fissa del 7%, il regime offre ulteriori vantaggi molto significativi.

Il contribuente, infatti, è esonerato dagli obblighi di monitoraggio fiscale relativi alle attività detenute all’estero. In pratica, non è richiesta la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi per le attività estere coperte dal regime.

Inoltre, non sono dovute l’IVIE e l’IVAFE, cioè le imposte patrimoniali normalmente applicate sugli immobili e sulle attività finanziarie detenute all’estero.

Questo comporta non solo un risparmio fiscale, ma anche una notevole semplificazione degli adempimenti dichiarativi.

  • Come si esercita l’opzione

L’adesione al regime avviene direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui viene trasferita la residenza fiscale in Italia.

Il contribuente deve indicare l’intenzione di optare per il regime agevolato e dichiarare i redditi esteri che saranno assoggettati all’imposta sostitutiva del 7%.

L’imposta viene poi versata tramite modello F24 entro le ordinarie scadenze fiscali previste per il saldo delle imposte sui redditi.

È fondamentale predisporre e conservare tutta la documentazione utile a dimostrare la residenza fiscale estera nei cinque anni precedenti, la percezione della pensione estera e l’effettività del trasferimento della residenza in Italia.

  • Un aspetto da non sottovalutare: la residenza effettiva

L’Agenzia delle Entrate presta particolare attenzione alla verifica della reale residenza del contribuente.

Non è quindi sufficiente una semplice iscrizione anagrafica. Occorre che il trasferimento sia concreto ed effettivo, con stabile permanenza nel Comune scelto e con il reale spostamento del centro degli interessi personali e familiari in Italia.

Per questo motivo è importante che vi sia coerenza tra la posizione fiscale dichiarata e gli elementi concreti della vita quotidiana, come l’abitazione, le utenze domestiche, la presenza abituale sul territorio e l’organizzazione della propria vita personale.

  • Considerazioni finali

Il regime fiscale previsto per i pensionati esteri rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti offerte dal sistema tributario italiano a chi desidera trasferire la propria residenza nel nostro Paese.

La combinazione tra tassazione ridotta, durata decennale del beneficio, esenzione dagli obblighi di monitoraggio fiscale e semplificazione amministrativa può determinare vantaggi economici molto rilevanti.

Prima di procedere con il trasferimento, tuttavia, è sempre opportuno effettuare una verifica preventiva della propria posizione fiscale, sia in Italia sia nello Stato estero di provenienza, valutando attentamente eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni e gli effetti complessivi dell’operazione.

Per questo motivo, una consulenza professionale preliminare rappresenta uno strumento essenziale per pianificare il trasferimento in modo corretto e sicuro.


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Non esitate a contattarci per qualsiasi approfondimento o per ricevere supporto nell’adeguamento alle nuove disposizioni normative.

Cordiali saluti,

Sara Razzi

 

La presente circolare è frutto di una collaborazione tra intelligenza artificiale e competenza umana, con revisione e cura editoriale di Sara Razzi.

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